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Mandato all'avvocato: rinuncia e revoca

L'incarico ad un avvocato viene conferito tramite mandato. E' chiaro che, data la delicatezza della prestazione, alla base debba esserci un rapporto fiduciario. Fino a che entrambe le parti sono d'accordo nessun problema. Ma cosa succede in caso di ripensamento del legale o del cliente?

L'articolo 47 del Titolo III – Rapporti con la parte assistita del Codice Deontologico Forense prevede espressamente la possibilità per l'avvocato di rinunciare all'incarico ricevuto. Lo stesso diritto peraltro è confermato dal codice civile (articolo 2237), dal codice di procedura civile (articolo 85) e dal codice di procedura penale (articoli 107 e 108). Non ci sono limiti temporali alla rinuncia della procura e il cliente resta obbligato a pagare l'onorario per le prestazioni svolte fino a quel momento.

Da parte sua l'avvocato è comunque tenuto a continuare la difesa fino a nomina di un sostituto. Se il cliente però non provvede entro un tempo ragionevole il legale potrà essere esonerato da questo obbligo, previo invio al domicilio del cliente della rinuncia al mandato tramite raccomandata A/R.

Anche il cliente, qualora intenda interrompere il mandato, può farlo in qualsiasi momento, tramite notifica della revoca con raccomandata A/R. Resta salvo anche in questo caso il diritto dell'avvocato al pagamento di quanto dovuto fino a quel momento.

Una volta revocato il mandato il legale dovrà riconsegnare al cliente la documentazione relativa al suo caso. La giurisprudenza ha però precisato che, in caso di mancato pagamento delle somme spettanti (approvate dall'Ordine di appartenenza), l'avvocato avrà diritto a trattenere copia dei documenti della causa. In questa particolare ipotesi tale condotta non configura quindi violazione della normativa a tutela dei dati sensibili. In questo senso si è espresso il Tribunale di Foggia con sentenza numero 3033 dell' 8 febbraio 2011. Il legale però potrà usare tali documenti solo in fase giudiziaria per il tentativo di recupero crediti delle somme dovute, come prova del suo operato.

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